lunedì 18 maggio 2009

Recensione@Neuroprison




Line-up:


Alberto Scarpello : Drums/audition


Michele Leucci : Bass/Kraut/Harmonizations


Vincenzo Cambò : Guitar


Luca Cambò : Guitar


Gianluca Pezzulla : Voice




Tracklist:


1.Intro


2.Shady Vacuum


3.Lead and Blades


4.Glass Eye


5.Vanja's Death




I !Gato De Marmo! sono una giovane band leccese che a due anni dalla sua formazione si presenta con questo interessante ep di debutto.La musica del combo attinge a piene mani dalla tradizione psichedelica degli anni ’70, con evidenti riferimenti a Pink Floyd ed Hawkwind, ma non paga di ciò cerca di plasmare il proprio suono secondo lo stile di band che hanno imbastardito la forma psych primigenia di solenne rumorismo, vengono così in mente Shellac (quelli di Terraform soprattutto) e Mogwai.Dopo una breve Intro si entra nel vivo dell’album con Shady Vacuum, arpeggi e dissonanze donano un carattere ovattato alla canzone, mentre le vocals di Gianluca si mostrano sguaiate, una scelta sicuramente azzeccata, che fa da contraltare alla fluidità del suono, che si spegne nel solo di chiusura. Lead and Blades vive dell’alternanza di parti più soft con parentesi più roboanti, ben rappresentate dal finale più che mai divertente nei suoi ritmi quadrati.Glass Eye pare essere la sorella buona della song precedente, richiamata nella struttura, ma rivisitata in maniera opposta, con un finale “space” che sicuramente farà contenti gli ascoltatori più esigenti e più vicini a queste sonorità. Davvero apprezzabile la prova di Luca e Vincenzo Cambò alle chitarre, i quali riescono a creare atmosfere davvero trascinanti.Il finale del disco è nelle mani di Vanja’s Death, quindici minuti di trip oscuro. La canzone è sanguigna, nella musica e nelle parti vocali, richiamando addirittura le atmosfere cupe dei Red Temple Spirits, ma arricchite di sfuriate noise-rock di ottima fattura; un susseguirsi di riff e di arpeggi, atmosfere dilatate e muri sonori che non stancano, risultando avvincenti nella loro alchimia.Un buon ep di esordio quindi, con un suono che pensiamo possa essere limato e reso ancora più personale considerati i mille risvolti possibili, sicuramente promosso; da ascoltare con interesse, aspettando il prossimo disco di questa giovane band.


(Neuros su neuroprison.blogspot.com)

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